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L’agrivoltaico come strumento per accelerare lo sviluppo dell’energia rinnovabile

Il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (di seguito MASE), entrato in vigore il 14 febbraio 2024 per promuovere la realizzazione di sistemi ibridi agricoltura-energia, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 199 del 2021, definisce i criteri e le modalità per incentivare la realizzazione, entro il 30 giugno 2026, di sistemi agrivoltaici di natura sperimentale, coerentemente con le misure di sostegno agli investimenti previsti dal PNRR per una potenza complessiva pari almeno a 1,04 GW ed una produzione indicativa di almeno 1.300 GWh/anno.

Il predetto decreto prevede l’erogazione di un incentivo composto da (art. 1, comma 2 del Decreto MASE): 

a) un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili; 

b) una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.

L’accesso all’ incentivo è garantito attraverso:

    1. l’iscrizione di appositi registri;
      o
    2. con la partecipazione a procedure competitive in funzione della titolarità e della taglia dei progetti, che si svolgeranno nel corso del 2024.

Le procedure di registro, per un contingente complessivo di 300 megawatt, sono riservate ad impianti di potenza fino a 1 megawatt realizzati da imprenditori agricoli e loro aggregazioni, mentre le procedure competitive, per un contingente complessivo di 740 megawatt, sono riservate ad impianti di qualsiasi potenza realizzati da imprenditori agricoli e loro aggregazioni, o associazioni temporanee di impresa che includono almeno un imprenditore agricolo. 

Ciascuna procedura prevede un periodo di apertura dei bandi di sessanta giorni, nel quale i proponenti possono presentare domanda di accesso agli incentivi. Le graduatorie sono pubblicate entro i novanta giorni successivi alla chiusura di ogni singola procedura (art. 6 comma 5 Decreto MASE). Tutta la procedura è gestita dal GSE tramite il sito www.gse.it.

I soggetti beneficiari della misura sono (art. 4, comma 1, Decreto MASE): 

a) imprenditori agricoli come definiti dall’articolo 2135 del codice civile, in forma individuale o societaria anche cooperativa, società agricole, come definite dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, nonché consorzi costituiti tra due o più imprenditori agricoli e/o società agricole imprenditori agricoli, ivi comprese le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 del codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e associazioni temporanee di imprese agricole; 

b) associazioni temporanee di imprese, che includono almeno un soggetto di cui alla lettera a).

È importante precisare che non è consentito l’accesso agli incentivi agli impianti che hanno iniziato i lavori di realizzazione prima di aver presentato istanza di partecipazione alle procedure bandite ai sensi del presente decreto. Ai fini del presente decreto e conformemente alla comunicazione della Commissione europea 2022/C 80/01, gli interventi si intendono avviati al momento dell’assunzione della prima obbligazione che rende un investimento irreversibile, quale, a titolo esemplificativo, quella relativa all’ordine delle attrezzature ovvero all’avvio dei lavori di costruzione. L’acquisto di terreni e le opere propedeutiche quali l’ottenimento di permessi e lo svolgimento di studi preliminari di fattibilità non sono da considerarsi come avvio dei lavori (art. 4, comma 3, Decreto MASE).

In aggiunta, per accedere all’incentivo è necessario che gli impianti garantiscono il rispetto dei seguenti requisiti (art. 5, comma 3, Decreto MASE): 

a) possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto; 

b) possesso del preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva;

c) rispettano i requisiti di cui all’Allegato 2, lettera a) del Decreto MASE, ovvero: 

    1. La superficie minima destinata all’attività agricola deve essere pari almeno al 70% della superficie totale del sistema agrivoltaico.
    2. L’altezza minima dei moduli dell’impianto agrivoltaico avanzato rispetto al suolo deve consentire la continuità delle attività agricole (o zootecniche) anche sotto ai moduli fotovoltaici e rispetta, in ogni caso, i valori minimi di seguito riportati:

      • 1,3 metri nel caso di attività zootecnica (altezza minima per consentire il passaggio con continuità dei capi di bestiame) e impianti agrivoltaici che prevedono l’installazione di moduli in posizione verticale fissa; 

      • 2,1 metri nel caso di attività colturale (altezza minima per consentire l’utilizzo di macchinari funzionali alla coltivazione).

    3. La producibilità elettrica specifica dell’impianto agrivoltaico avanzato (FVagri) non è inferiore al 60 % della producibilità elettrica di un impianto fotovoltaico di riferimento (FVstandard).

d) garantiscono la continuità dell’attività di coltivazione agricola e pastorale sottostante l’impianto; 

e) gli impianti sono di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione; 

f) sono conformi alle norme nazionali e unionali in materia di tutela ambientale, nonché al principio “non arrecare un danno significativo” di cui all’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852, come illustrato nelle regole operative di cui all’articolo 12; 

g) possesso di dichiarazione di un istituto bancario che attesti la capacità finanziaria ed economica del soggetto partecipante in relazione all’entità dell’intervento, tenuto conto della redditività attesa dall’intervento stesso e della capacità finanziaria ed economica del gruppo societario di appartenenza, ovvero, in alternativa, l’impegno del medesimo istituto a finanziare l’intervento. In caso di associazioni temporanee di imprese, la dichiarazione dell’istituto bancario può riferirsi anche a uno solo dei soggetti che compongono l’ATI.

Le tariffe incentivanti e i costi massimi di riferimento sono previsti dall’Allegato 1 al Decreto MASE che stabilisce che per impianti di:

a) potenza compresa tra 1kW < P ≤ 300kW una tariffa di 93€/MWh e un costo          di investimento massimo ammissibile di 1.700€/MWh;

b) potenza P>300kW una tariffa di 85€/MWh e un costo di investimento massimo ammissibile di 1.500€/MWh.

La tariffa è corretta per tenere conto dei diversi livelli di insolazione, andando a prevedere per le:

    • Regioni del Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo) + 4 €/MWh. 
    • Regioni del Nord (Emilia-Romagna, FriuliVenezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto) + 10 €/MW.

Una volta ottenuto l’accesso all’incentivo è necessario che l’impianto sia realizzato entro diciotto mesi a decorrere dalla data di comunicazione dell’esito della procedura e comunque non oltre il 30 giugno 2026. I predetti termini sono da considerare al netto dei tempi di fermo nella realizzazione dell’impianto e delle opere connesse, derivanti da cause di forza maggiore e comunque non possono andare oltre il 30 giugno 2026. Il mancato rispetto dei termini comporta l’applicazione di una decurtazione della tariffa spettante dello 0.5% per ogni mese di ritardo, nel limite massimo di nove mesi di ritardo e comunque non oltre il 30 giugno 2026 (art. 8 Decreto MASE). 

A decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale, il GSE eroga gli incentivi secondo le seguenti modalità:

a) per gli impianti di potenza non superiore a 200 kW, il GSE provvede direttamente al ritiro e alla vendita dell’energia elettrica, erogando, sulla produzione netta immessa in rete, la tariffa spettante in forma di tariffa omnicomprensiva. I soggetti titolari possono richiedere, in alternativa, l’applicazione del regime di cui alla lettera b);

b) per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, l’energia elettrica prodotta resta nella disponibilità del produttore, che provvede autonomamente alla valorizzazione sul mercato. Il GSE calcola la differenza tra la tariffa spettante e il prezzo dell’energia elettrica zonale orario e (1) ove tale differenza sia positiva, eroga gli incentivi applicando una tariffa premio, pari alla predetta differenza, sulla produzione netta immessa in rete; (2) nel caso in cui tale differenza risulti negativa, conguaglia o provvede a richiedere al soggetto titolare gli importi corrispondenti.

Gli incentivi vengono erogati per un periodo pari a venti anni, corrispondente alla vita utile convenzionale degli impianti, considerato al netto di eventuali fermate derivanti da cause di forza maggiore ovvero da fermate effettuate per la realizzazione di interventi di ammodernamento e potenziamento non incentivati (art. 10 comma 2 Decreto MASE).

Sono ammissibili, nel limite del costo di investimento massimo previsto dall’Allegato 1 e del generale limite del 40% del costo massimo ammissibile, le seguenti tipologie di spese (Allegato 3 Decreto MASE): 

a) realizzazione di impianti agrivoltaici avanzati (moduli fotovoltaici, inverter strutture per il montaggio dei moduli, sistemi elettromeccanici di orientamento moduli, componentistica elettrica); 

b) fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo; 

c) attrezzature per il sistema di monitoraggio previsto dalle Linee Guida CREA-GSE, ivi inclusi l’acquisto o l’acquisizione di programmi informativi funzionali alla gestione dell’impianto; 

d) connessione alla rete elettrica nazionale; 

e) opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento; 

f) acquisto, trasporto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio; 

g) studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari; 

h) progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera; 

i) direzioni lavori, sicurezza, assistenza giornaliera e contabilità lavori; 

l) collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo. 

Le spese di cui alle lettere da g) a l) sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

Tutte le spese ammissibili devono essere comprovate con pagamenti effettuati tramite bonifico bancario. Sono ammesse solo le spese quietanziate entro la data di entrata in esercizio dell’impianto e comunque non oltre il 30 giugno 2026.

Gli incentivi non sono cumulabili con altri incentivi pubblici o regimi di sostegno comunque denominati destinati ai medesimi progetti. Inoltre, l’accesso agli incentivi è alternativo al ritiro dedicato di cui all’art. 13, comma 3, del D.Lgs. n. 387 del 2003 e al meccanismo di scambio sul posto (art. 13 Decreto MASE).

I benefici sono revocati nei seguenti casi (art. 15 Decreto MASE): 

a) perdita di uno o più dei requisiti di ammissibilità; 

b) dichiarazioni mendaci contenute nell’istanza di accesso al contributo o rese in qualunque altra fase del procedimento; 

c) violazione dei principi generali di DNSH e/o tagging climatico; 

d) mancato rispetto dei tempi massimi previsti per la realizzazione degli interventi;

e) realizzazione di un impianto di potenza inferiore a quella ammessa in graduatoria;

f) negli altri casi individuati dalle regole operative.