DM AREE IDONEE
Il Decreto Aree idonee del 21 giugno 2024, emanato in attuazione dell’art. 20 del D.Lgs. 199/2021 definisce la disciplina per l’individuazione di superfici e aree ritenute idonee (o non idonee) all’installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Il provvedimento stabilisce criteri omogenei per consentire alle Regioni e alle Province autonome di classificare i territori secondo la loro idoneità all’installazione di impianti rinnovabili, contribuendo nel contempo a semplificare le pratiche burocratiche.
Oltre a questo, il Decreto mira anche alla ripartizione, tra Regioni e le Province autonome, del raggiungimento di una potenza complessiva di 80 GW da fonti rinnovabili entro il 2030, in linea con gli obiettivi nazionali.
Tuttavia, il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione dell’art.7, comma 2, lett. c) del DM Aree Idonee. Tale norma attribuisce alle Regioni la facoltà di salvaguardare le aree già considerate idonee ai sensi dell’art. 20, comma 8 del D.Lgs. 199/2021. Secondo il Collegio, infatti, la disposizione appare non del tutto coerente con l’art. 20, comma 8 del D.Lgs. 199/2021, il quale individua già le aree ritenute idonee, senza lasciare spazio a normative regionali più restrittive.
A che punto siamo?
Le Regioni avevano massimo fino allo scorso 31 dicembre per emanare una legge in materia. A seguito della sospensione decisa dal Consiglio di Stato e in attesa dell’udienza di merito (fissata per il 5 febbraio 2025), solo la Sardegna ha effettivamente approvato una legge sulle aree idonee. La maggior parte delle altre Regioni, come Puglia, Emilia-Romagna e Abruzzo, ha invece approvato esclusivamente uno schema di disegno di legge della Giunta e sono in attesa di approvazione da parte del Consiglio. Nel Lazio, infine, si è optato per la proroga delle linee guida previgenti.
Durante l’ultimo Consiglio dei ministri, tenutosi il 28 gennaio 2025, il Governo ha deciso di impugnare la Legge Regionale della Sardegna. Alcune disposizioni, infatti, andrebbero oltre le competenze statutarie, risultando in contrasto con la normativa statale europea in materia di energia e di beni culturali e paesaggistici, e violando pertanto diversi articoli delle Costituzione.
A cura della Dott.Ssa Silvia Commisso


