FER X Definitivo: il nuovo meccanismo di supporto alle rinnovabili (DM MASE n. 194/2026)
Con il DM MASE n. 194 del 18 giugno 2026, il decreto direttoriale n. 82 del 7 agosto 2026 e le Regole Operative del GSE, prende avvio il FER X Definitivo, il nuovo meccanismo di supporto a regime per le rinnovabili. La misura mette a disposizione 37,15 GW di capacità: una parte in accesso diretto per i piccoli impianti, il resto tramite gare competitive per gli impianti sopra 1 MW, con incentivi ventennali indicizzati all’inflazione.
1. Che cos’è e quando parte
Il FER X Definitivo è il regime che sostituisce, a regime, il meccanismo transitorio del 2024. Dopo il via libera della Commissione europea (decisione dell’8 giugno 2026, che non ha sollevato obiezioni) e il vaglio degli organi di controllo, il decreto è stato firmato il 18 giugno 2026 ed è entrato in vigore il 7 agosto 2026.
Al decreto principale si affiancano due atti: il decreto direttoriale n. 82/2026, che fissa il calendario delle gare, e le Regole Operative del GSE, che dettano la parte pratica. Queste ultime, per ora, coprono la fase iniziale (la qualifica preliminare), mentre le regole di dettaglio sulla manifestazione di interesse e sulla solidità finanziaria arriveranno con aggiornamenti successivi.
2. Come si accede: piccoli impianti e gare
Il meccanismo si divide in due canali, in base alla taglia dell’impianto.
Gli impianti fino a 1 MW accedono direttamente al supporto, senza gara, presentando la domanda all’entrata in esercizio; per questa fascia i prezzi li fissa l’ARERA. Gli impianti sopra 1 MW partecipano invece a gare competitive bandite dal GSE, offrendo un ribasso sul prezzo di riferimento fissato dal decreto.
Cambia anche il modo in cui l’incentivo viene erogato: sotto i 200 kW si applica una tariffa omnicomprensiva gestita dal GSE; dai 200 kW in su si usa un contratto per differenza a due vie, in cui il GSE integra la differenza quando il prezzo di mercato è basso e la recupera quando è alto. In entrambi i casi il diritto all’incentivo dura 20 anni.
3. Quanta capacità e a quali prezzi
Il volume complessivo è di 37,15 GW: 10 GW riservati all’accesso diretto (impianti fino a 1 MW) e 27,15 GW alle gare, così ripartiti tra le tecnologie — 10 GW fotovoltaico, 16,5 GW eolico, 0,63 GW idroelettrico, 0,02 GW gas da depurazione. L’accesso diretto resta aperto fino al 31 dicembre 2030 o, se prima, fino al raggiungimento dei 10 GW.
Per le gare, i prezzi di riferimento (in €/MWh) sono questi:
| Tecnologia | Prezzo minimo | Prezzo di esercizio | Base d’asta |
|---|---|---|---|
| Fotovoltaico | 65 | 80 | 95 |
| Eolico | 70 | 85 | 95 |
| Idroelettrico | 80 | 90 | 105 |
| Gas da depurazione | 75 | 85 | 100 |
Il valore più alto (prezzo di esercizio superiore) è la base d’asta su cui si offre il ribasso. Sono previsti due bonus sul prezzo: +27 €/MWh per il fotovoltaico che sostituisce coperture in eternit o amianto e +10 €/MWh per gli impianti su specchi d’acqua. Una novità sono i coefficienti zonali, che sostituiscono la vecchia correzione geografica: non toccano il prezzo riconosciuto, ma influenzano la posizione in graduatoria, per premiare le localizzazioni più utili alla rete. Saranno definiti con un decreto successivo.
4. La qualifica preliminare: il passaggio-chiave
Per andare in gara serve prima ottenere una qualifica preliminare, che si richiede sul Portale FER-X Definitivo con dichiarazione sostitutiva (ai sensi del DPR 445/2000) e accesso tramite SPID. Non c’è silenzio-assenso: il GSE risponde con un provvedimento espresso entro 90 giorni (ridotti a 60 per la prima gara), al netto delle sospensioni per eventuali integrazioni. La qualifica vale due anni, non prorogabili.
Due aspetti meritano attenzione. Primo: i dati dichiarati in qualifica non sono più modificabili in seguito: per correggerli bisogna annullare tutto, ripresentare la domanda e ripagare gli oneri istruttori (da 100 a 2.300 euro secondo la taglia, non rimborsabili). Secondo: la solidità finanziaria e la cauzione provvisoria (5% dell’investimento) non si presentano in qualifica, ma dopo, con la manifestazione di interesse; l’ammissione in graduatoria richiede poi una cauzione definitiva (10%). Conviene quindi impostare la qualifica con la massima cura fin dal primo invio.
5. I punti su cui non sbagliare
Alcune regole hanno un impatto pratico diretto e sono facili da sottovalutare.
Per il fotovoltaico serve il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio: la sola VIA non basta (resta sufficiente solo per le altre tecnologie). Attenzione soprattutto al calcolo della potenza: per il fotovoltaico conta la somma della potenza dei moduli, non la potenza immessa in rete. Un impianto autorizzato per “4 MW in immissione” ma con 9.000 moduli da 500 W vale in realtà 4.500 kW, e questo può spostarlo dall’accesso diretto all’obbligo di gara. Sulla stessa linea, le regole anti-frazionamento sommano gli impianti di uno stesso soggetto (o di società collegate) su terreni vicini: se il totale supera 1 MW, si va tutti in gara.
Infine, i lavori non possono partire prima della domanda di gara. Le opere di rete non contano come avvio lavori, ma la costruzione dell’impianto sì. E la firma di un contratto EPC prima della domanda vale come “primo fermo impegno” (cioè come avvio lavori) a meno che il contratto non sia espressamente subordinato all’esito della gara. È un punto da governare con le clausole giuste.
6. Criteri “verdi”, calendario e la finestra che conta
Almeno il 30% della capacità di fotovoltaico ed eolico è riservato a gare dedicate secondo il Net-Zero Industry Act, con criteri legati alla sostenibilità, alla cybersicurezza e all’origine dei componenti (la cosiddetta resilienza). In graduatoria pesano anche la presenza di sistemi di accumulo e i contratti PPA di lungo periodo: tutti elementi che, per contare, vanno dichiarati già in qualifica.
Il calendario prevede sette gare ordinarie trimestrali (da dicembre 2026 a giugno 2028) e quattro gare NZIA per solo fotovoltaico ed eolico. Ma le date davvero decisive sono due: il 30 settembre 2026, termine ultimo per chiedere la qualifica in tempo utile per la prima gara di dicembre; e soprattutto la finestra biennale, entro cui, per gli impianti sopra 1 MW gli aiuti possono essere concessi. Quella finestra decorre dall’entrata in vigore del decreto e si chiude due anni dopo: è la ragione per cui il calendario delle gare si ferma a giugno 2028.
Il nostro punto di vista
Il FER X Definitivo conferma la direzione già nota — incentivi a prezzo amministrato e contratti per differenza — ma sposta il baricentro delle decisioni prima della gara e dentro un orizzonte compresso.
Il vincolo che conta davvero non è il 2030, ma la finestra biennale per gli impianti sopra 1 MW: chi punta alle gare deve pianificare a ritroso da quella scadenza, considerando i tempi della qualifica preliminare. Sul piano progettuale, la nuova definizione di potenza del fotovoltaico impone una verifica preliminare accurata, perché può cambiare il canale di accesso; e le regole anti-frazionamento vanno valutate per tempo. Restano infine tre nodi da presidiare con le scelte contrattuali giuste: l’irreversibilità dei dati di qualifica, il contratto EPC (da subordinare all’esito della gara) e i criteri di priorità e di aggiudicazione, che vanno preparati prima, non durante la gara.

